#Cagliari, a Pirri l’ex scuola di via Santa Maria Goretti diventa Centro di Quartiere per giovani e famiglie

#Cagliari, a Pirri l’ex scuola di via Santa Maria Goretti diventa Centro di Quartiere per giovani e famiglie

Co-progettare e gestire un modello innovativo di servizi educativi e di prossimità, è questo l’obiettivo dell’avviso pubblicato ad agosto dal Comune di Cagliari, in scadenza l’8 settembre 2026, per la costituzione di un partenariato con un soggetto del Terzo Settore finalizzato a supportare il nuovo Centro di Quartiere di Pirri, all’interno dell’ex scuola di via Santa Maria Goretti.

Data:
3 Settembre 2026

#Cagliari, a Pirri l’ex scuola di via Santa Maria Goretti diventa Centro di Quartiere per giovani e famiglie

Co-progettare e gestire un modello innovativo di servizi educativi e di prossimità, è questo l’obiettivo dell’avviso pubblicato ad agosto dal Comune di Cagliari, in scadenza l’8 settembre 2026, per la costituzione di un partenariato con un soggetto del Terzo Settore finalizzato a supportare il nuovo Centro di Quartiere di Pirri, all’interno dell’ex scuola di via Santa Maria Goretti.

L’intervento punta a realizzare un presidio sociale di prossimità sicuro, aperto e stimolante dedicato alla fascia d’età 5-21 anni. Non si tratta di un semplice spazio aggregativo: al suo interno saranno sviluppati ascolto attivo, supporto educativo, inclusione e attività che favoriscono socialità e partecipazione. I giovani non saranno solo utenti, ma protagonisti attivi della vita del centro. L’iniziativa risponde alle esigenze di una comunità segnata da crisi relazionali e disagio giovanile, creando un punto di riferimento per bambini, adolescenti e famiglie del quartiere.

Il progetto nasce per rispondere a bisogni e fragilità di minori e giovani acuiti dagli effetti dell’emergenza sanitaria da Covid-19 sui vissuti personali, familiari e socio-relazionali. Il Comune ha scelto di dare continuità alla programmazione già avviata nel ciclo 2014-2020 — rafforzata dalle risorse del Next Generation EU e dalla quota italiana del React-EU —perché con questo tipo di utenza, è imprescindibile costruire un rapporto di fiducia reciproco e duraturo nel tempo, che non si esaurisca con la fine di un singolo finanziamento.

Gli spazi del Centro di Quartiere sono già stati recuperati con una precedente tranche di finanziamenti europei attraverso il PON Metro 2014-2020, mentre con la presentazione dell’avviso si intende riproporre il modello di gestione condivisa sperimentato con successo a Sant’Elia nell’ex asilo di Via Schiavazzi, inaugurato nella primavera precedente. Quello di Via Schiavazzi non è un riferimento generico: nella programmazione dell’amministrazione comunale nell’ambito del PN Metro Plus, il Centro di quartiere polivalente di Sant’Elia rientra formalmente nel Progetto di Territorio “Riqualificazione del frontemare di Cagliari, connessione di Sant’Elia alla Città”, esperienza pilota che ha convinto a replicare la formula anche a Pirri.

L’ambizione è esportare questo format in altri quartieri, costruendo una rete cittadina di protezione sociale. Il partenariato (ex art. 4 del D.Lgs. 117/2017) prevede la co-progettazione di un progetto unitario per la gestione innovativa dei servizi educativi e di prossimità da sperimentare nel Centro di Quartiere. L’operazione è finanziata nell’ambito del progetto Innovazione del Sistema dei Servizi Educativi di Prossimità e Inclusione Sociale in favore di minori e giovani: centri di quartiere, per un valore complessivo di 5 milioni di euro.

Se l’avviso per Pirri riguarda uno specifico Centro di Quartiere, il piano di lavoro complessivo prevede la definizione di un programma pluriennale co-costruito insieme al territorio, articolato in molteplici microprogetti tematici — dalle tecnologie digitali all’ambiente, dall’arte e cultura ai temi di società e costume — accanto ad attività di prossimità educativa modellate sulle iniziative proposte direttamente da minori e giovani. Una parte del lavoro è dedicata in modo specifico ai percorsi di accompagnamento e presa in carico dei ragazzi più a rischio di esclusione, con azioni orientate anche all’inclusione sociale e lavorativa, oltre ad attività di coaching, formazione e comunicazione pensate per allargare la platea di chi partecipa. L’insieme di queste azioni è pensato per rafforzare, in termini sia quantitativi sia qualitativi, l’intera rete cittadina dei Centri di Quartiere, e si concluderà con un rapporto valutativo condiviso con gli attori coinvolti.

Ultimo aggiornamento

9 Settembre 2026, 12:27

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