A Messina prende forma il gemello digitale per una città complessa e fragile

A Messina prende forma il gemello digitale per una città complessa e fragile

Sapere in anticipo che una cella temporalesca in arrivo potrà allagare una determinata via, prima ancora che la pioggia cada, non è più solo un’ipotesi di lavoro.

Data:
29 Luglio 2026

A Messina prende forma il gemello digitale per una città complessa e fragile

Sapere in anticipo che una cella temporalesca in arrivo potrà allagare una determinata via, prima ancora che la pioggia cada, non è più solo un’ipotesi di lavoro. A Messina è il tipo di scenario che il Gemello Digitale Urbano, finanziato dal PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027, comincia a rendere concreto incrociando previsioni meteo, conformazione del territorio e dati raccolti da circa 40mila sensori distribuiti in città.

Il progetto, presentato il 27 luglio a Palazzo Zanca in un confronto con la Consulta Roma Smart City Lab, non nasce da zero. Ad aprire i lavori è stato il Sindaco Federico Basile, che ha collocato il Gemello Digitale Urbano all’interno di una strategia costruita nel tempo attraverso gli investimenti del PON Metro 2014-2020, del POC, del PNRR e, oggi, del PN Metro Plus — un percorso orientato, più che a soluzioni isolate, a un utilizzo continuativo delle tecnologie messe in campo.

È il punto di arrivo — provvisorio, visto che il completamento è fissato al 31 dicembre 2026 — di piattaforme come Me@Smart, Me@GIS, ForestaMe, Urbanite, Cloud@Me e Full Cloud, costruite in momenti e con finalità diverse, che il PN Metro Plus finanzia ora nel loro sforzo di mettersi a sistema.

Il nodo non è tecnologico in senso stretto, quanto organizzativo: superare la frammentazione di reti e protocolli che finora hanno raccolto dati senza farli davvero dialogare tra loro.

Il risultato più visibile, per ora, è una rappresentazione tridimensionale del territorio comunale costruita con rilievi aerofotogrammetrici di precisione centimetrica, pensata anche come strumento di pianificazione urbanistica. Dietro la mappa lavorano sistemi di intelligenza artificiale mono e multi-agente che analizzano serie storiche e correlazioni tra dati di rete idrica, meteo, alberature, flussi di persone e veicoli e consumi energetici, restituendo report e raccomandazioni a chi in Comune deve poi decidere — dalla protezione civile ai lavori pubblici alla polizia municipale. Tra le applicazioni già mostrate in una demo con dati in tempo reale, il monitoraggio dell’illuminazione pubblica per intercettare i guasti prima delle segnalazioni dei cittadini.

Una scelta pesa più delle altre nell’impianto del progetto: l’applicativo sarà ospitato sul Polo Strategico Nazionale, ma l’elaborazione dei dati territoriali e dei modelli di intelligenza artificiale resta sull’infrastruttura comunale Cloud@Me, con il Comune che mantiene proprietà e responsabilità delle informazioni raccolte. È una linea di governance non scontata per un progetto di questa scala, e destinata probabilmente a interessare altri Comuni che nei prossimi mesi affronteranno scelte simili nell’ambito dello stesso Programma. All’incontro di Palazzo Zanca hanno partecipato, oltre a rappresentanti del Comune e dell’Università degli Studi di Messina, esperti e funzionari del PN Metro Plus, Patrizia Tortorici e Massimo Alessi del Dipartimento per la Coesione.

Il progetto contribuirà inoltre, alla definizione di un patrimonio condiviso di requisiti, ontologie e modelli di rappresentazione della città, la cui analisi e valorizzazione consentiranno il riuso delle soluzioni sviluppate e una maggiore interoperabilità tra i Gemelli Digitali Urbani finanziati dal Programma.

Presentazione Messina

Presentazione la Consulta Roma City Lab

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Ultimo aggiornamento

3 Agosto 2026, 12:50

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